“I vagabondi del mare” di Giorgia Bollati e Marta Musso (pubblicato da Codice Edizioni)

L’invisibile che sostiene il mondo: perché dovete leggere "I vagabondi del mare"

Oggi voglio fare un discorso un po’ più intimo e profondo con voi. Chi segue questo progetto conosce bene quello che è diventato il mio mantra assoluto, la bussola che guida ogni mio contenuto: quello che non si vede è la base della vita.
Spesso, quando pensiamo all'oceano, la nostra mente viene catturata dalle grandi creature: le balene che cantano negli abissi, i grandi squali bianchi, le barriere coralline colorate. Ma la verità è che c’è un universo microscopico, una galassia fluttuante che si muove silenziosa seguendo le correnti, senza la quale nulla di tutto ciò esisterebbe. Parlo del plancton. Chi mi conosce sa che negli ultimi anni ho approfondito moltissimo questo tema, quasi un'ossessione positiva. Più studio il plancton, più mi rendo conto di due verità tanto affascinanti quanto drammatiche: è una risorsa biologica immensa, ma è ancora oggi pochissimo conosciuta dal grande pubblico e, soprattutto, per nulla tutelata dalle leggi internazionali.
Proprio per questo, quando ho preso in mano "I vagabondi del mare" di Giorgia Bollati e Marta Musso (pubblicato da Codice Edizioni), l'ho approcciato con l'occhio critico di chi questa materia la mastica ogni giorno. E la sorpresa è stata totale.
Voglio essere onesto con voi: spesso i saggi scientifici che trattano questi argomenti rischiano di essere dei mattoni invalicabili. Ti scontri con formule, grafici, nomenclature latine che fanno desistere anche il lettore più volenteroso. Qui accade l'esatto contrario. Se temete la noia della scienza accademica, questo libro vi lascerà a bocca aperta.
La vera magia che compiono le due autrici è una straordinaria operazione di "smussamento". Chi ha già studiato anche solo un pochino la biologia marina sa bene che certi passaggi ecologici o fisiologici sanno essere ostici, "spigolosi", decisamente ostici da digerire. Ebbene, Bollati e Musso prendono esattamente quei concetti rigidi e li trasformano in una narrazione fluida, rotonda, quasi poetica, senza mai perdere un solo briciolo di rigore scientifico. Se non possedete alcuna base scientifica, vi ritroverete a viaggiare tra i segreti della bioluminescenza e i cicli del carbonio con una facilità disarmante, totalmente avvolti dal racconto. Se invece siete già del mestiere, vi godrete la bellezza di vedere la complessità tradotta in pura meraviglia.
Ma non è solo un libro di "meraviglie". È, soprattutto, un manifesto politico ed ecologico necessario. Il plancton produce circa la metà dell'ossigeno che respiriamo (sì, ogni due respiri che fate, uno lo dovete a questi piccoli vagabondi) ed è la prima, sensibilissima sentinella del cambiamento climatico. L'acidificazione degli oceani e l'innalzamento delle temperature stanno alterando la loro composizione a ritmi spaventosi. Se crolla la base della piramide, crolla tutto il resto.
La prefazione di Alex Bellini dà poi quel tocco di concretezza e di "vissuto sul campo" che arricchisce ulteriormente l'opera, mentre la cura grafica della copertina (che vedete qui in foto, con le sue splendide illustrazioni stilizzate) rende l'oggetto libro un piccolo gioiello da esibire orgogliosamente in libreria.
In conclusione, "I vagabondi del mare" non è un semplice libro sul mare: è una lente d'ingrandimento per capire come funziona il motore invisibile della Terra. Incarna alla perfezione lo spirito del nostro canale: democratizzare la scienza, rendere i "rudimenti" un patrimonio di tutti per imparare a proteggere ciò che non vediamo.
Prendetevi il vostro tempo, regalatevi questa lettura. Non ve ne pentirete.